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06
nov

Direttore responsabile Vercellioggi.it - SGA Editoriale srl

Guido Gabotto

Direttore responsabile Vercellioggi.it - SGA Editoriale srl

Il mio problema è sempre stato un po’ quello di moderarmi, una volta che avessi “visto” qualche potenzialità in un mezzo nuovo.
Nuovo e, magari, fino a poco prima guardato con qualche degnazione, per non dire “diffidenza”.
E così ho qualche motivo di inquietudine se penso che – ad esempio – ancora non mi sono convinto e non uso i social: digiuno completo dal “libro delle facce” (ci mettano la propria gli altri, se vogliono), dai cinguettii (non siamo mica passerotti), eccetera.
Mia Moglie mi dice che se provassi mi si dischiuderebbe un mondo.
Non stento a crederlo, ma non ho nessuna fretta.
Ecco, forse ho la sindrome del pulcino, che si manifesta però al contrario.
Il pulcino non sa cosa ci sia là fuori, ma sa che deve rompere il guscio.
Io no.
Il mio approccio con le nuove tecnologie è sempre stato assai più simile alla pubertà: arriva quando deve arrivare. E’ un processo che non si può né accelerare, né rallentare, tentare di inibire.
Ero Presidente delle Acli di Vercelli, nell’ormai remoto 1991 (dicesi millenovecentonovantuno), quando le proteste fattesi via via meno amichevoli e garbate dei Colleghi impiegati e dirigenti della Sede provinciale mi indussero a dotare il Patronato di un fax. Ce l’avevano ormai tutte le Sedi, compresa Isernia, ma Vercelli no.
Ma infine cedetti solo perché lo avrebbe fornito la Sede Nazionale.
Per dire che, nel 2003 (è sempre la Consorte, ogni tanto, a ricordarmelo) ancora vedevo internet come una via privilegiata di accesso al mondo da parte del principe di questo mondo.
Fino a che non dovetti pensare a realizzare il sito internet della piscina di Saluzzo, (cittadina gradevole, anche perchè allora non era ancora infestata di certi amministratori locali venuti dopo) e qui avvenne l’incontro.
Non ricordo più né chi né quando mi mise in contatto con Valerio Ferrero.
Stava in un attico difficile a raggiungersi, nel ghetto di Savigliano, in Via delle Beccherie.
Dovendo realizzare un sito, fu d’uopo collegarsi alla “rete”.
Allora l’operazione avveniva ancora mediante la connessione telefonica, il che faceva precedere il collegamento dal caratteristico rumore di friggitrice. Solo un po’ più melodioso. Poi il pc si animava. Ed effettivamente era vero che si apriva una finestra sul mondo.
Ma la mia visione del mezzo era ancora prevalentemente “aziendalista”.
Ebbi l’idea – a dir poco geniale – di mettere la contabilità non tanto sul pc (che ormai avevano anche le pettinatrici … quella ufficiale) ma sul web.
In modo che – pensai – il Commercialista non avrà più bisogno di altre modalità di “trasmissione” dei dati, cartacei o digitali: basterà che la sua “Madama” (i Commercialisti fatturano la prestazione, ma tutto il lavoro lo fanno formidabili Signore impiegate presso i loro Studi, che sono – loro sì – veri e propri elaboratori di dati) abbia user e password e potrà direttamente, da un’altra città, portare tutto in contabilità formale.
La cosa era nuova per tutti e qui incominciai a notare che il ragazzo (Valerio) aveva dei numeri.
Perché per nessuno dei Consulenti che via via mi hanno nel tempo assistito in tante delle iniziative che ho intrapreso, è mai stato del tutto facile, soprattutto all’inizio, capire dove volessi andare a parare.
Sarà anche che non mi spiegavo bene.
In qualche settimana realizzammo il programma, che resta uno dei ricordi più belli della mia attività lavorativa. Non ebbe successo, al nostro interno (fuori mi sembra di sì) perché non riuscì mai a superare la malcelata ostilità delle Madame, che non vedevano, in quelle schermate, un anticipo dei segni dei tempi e preferivano la prima nota tradizionale.
Ma la vera e propria rivelazione delle capacità di Etinet si manifestò più tardi.
Il momento della mia professione di fede definitiva e di pronuncia dei voti perpetui al web arriva nel corso della mia esperienza di editore di giornali locali.
Anche in questo caso, editore refrattario al cambiamento.
Il settimanale vercellese edito dalla mia società, “Notizia Oggi Vercelli”, non aveva nemmeno un sito internet.
Figuriamoci pensare a diffondere un giornale on line!
L’illuminazione si deve, in questo caso, alla marachella di un Autore ancora oggi non identificato che – a mia totale insaputa – nell’anno 2008 pubblicava (e chissà da dove) news sul sito internet della piscina di Saluzzo. Articoli assai divertenti.
Una cosa mi stupì: come tanta gente si incazzasse per innocenti parodie favolistiche dell’Odissea, che nessun riferimento potevano avere – come è ovvio – con persone realmente esistite e fatti realmente accaduti.
Bastava che il giovane scrivesse qualcosa e poi la pubblicasse sul sito e subito nel Marchesato scoppiava il finimondo.
Ma, a parte queste frivolezze, come editore, sia pure “micro” e di provincia, non potei fare a meno di rilevare almeno un paio di altre cose, che invece erano e sono è assai importanti.
La prima: si era ormai realizzata la totale separazione tra due luoghi fisici. Quello della preparazione dell’articolo (poi di un servizio giornalistico completo, con tanto di gallery fotografica anche importante, di filmati: ora siamo alla diretta streaming possibile con lo smartphone!) dal luogo dove si trova la Redazione del giornale.
Uno prepara un articolo a New York ed il minuto dopo è su VercelliOggi.it o su CuneoOggi.it.
Come abbiamo detto: uno ha uno smartphone, si trova a S.Anna di Vinadio e nello stesso momento tutto il mondo, dalle pagine web di CuneoOggi.it, può vedere e sentire in streaming cosa accade a quelle altezze.
Una rivoluzione senza precedenti nel mondo dell’ editoria, nel mondo della informazione locale che – grazie al web - è ora sempre più e meglio locale, eppure fruibile immediatamente da qualsiasi persona nel Mondo.
Con i nostri giornali on line l’informazione locale non cambia contenuti.
Caso mai li completa e migliora.
Ora sui nostri portali abbiamo persino i necrologi, che consegnano un giornale al definitivo riconoscimento di “mezzo” utile alla comunità locale.
Mezzo di servizio nel senso più completo e alto (e nessuno sorrida perché è così) della parola.
Chi lavora nei giornali locali – che siano diffusi su pagine di carta o su fogli elettronici – sa di assumere un compito alto dal punto di vista professionale, anche perché il proprio lavoro si concretizza in un servizio percepito come utile in ogni singola comunità, nei mondi vitali che la animano.
Perché la gente che vive, lavora, si diverte, fa cultura, sport, professa la propria fede, in un territorio, ha il diritto di sapersi e vedersi rappresentata in modo veritiero da mezzi di informazione che siano lo specchio fedele di una realtà.
Ed in questo senso la nostra regione esprime una domanda tradizionalmente (il Piemonte è regione di “cento fiori” dell’informazione: settimanali locali di ottimo livello e grande diffusione) esigente e dal palato fine.
Capace di esercitare, sulla credibilità del mezzo, anche un non banale “controllo sociale”. Tutti sanno chi siano gli editori dei media di un territorio e questa è la migliore garanzia.
Ma non c’è solo questo.
Se un cittadino di Vercelli si trova (ed è la seconda cosa importante) per lavoro a Milano, non è che perda – per il fatto di essere altrove – l’interesse per conoscere ciò che avviene a casa propria.
Così come chi desideri sapere qualcosa di più di un territorio che ancora non conosce, mediante le pagine web di un giornale locale ha una rappresentazione “viva”, una fotografia in 3d ed anche di più, non deformata.
Insomma, un giornale amplia, non riduce, le possibilità di servire i propri Lettori se è diffuso via web.
L’intuizione mi fulminò e così da quel momento presi la decisione di “buttarmi” nel mondo della informazione in internet.
A poco a poco si definirono i profili del nostro piccolo network PiemonteOggi.it con i portali VercelliOggi.it – CuneoOggi.it – BiellaOggi.it – CasaleOggi.it e… chissà.
In tutto questo che c’entra la Etinet?
C’entra eccome.
Perché mi resi conto di una realtà. Non è facile per un editore farsi capire da un web master.
Ed è qui che Valerio Ferrero ed il suo staff hanno dato il meglio, con un modo di operare e rapportarsi al cliente, che fino ad ora non sono riuscito a vedere altrimenti rappresentato nel mercato.
Perché in questi anni non pochi si sono affacciati alla nostra realtà per proporre – anche in modo del tutto onesto e commercialmente corretto – alternative alla Etinet.
Ma – e non sembri una esagerazione – spesso non capivano nemmeno quello che dicevo.
Invece Valerio Ferrero è un po’ come Herbert Von Karajan rispetto a Wolfgang Amadeus Mozart.
E’ il migliore interprete di sempre del genio.
E, come Karajan, morirà ricco, mentre qualcun altro – almeno a sentire mia Moglie – forse farà appunto la fine dell’astro di Salisburgo.
Sic transit gloria Mundi.